Varie 17 dicembre 2019

Che export tira? - Ottobre 2019

Nei primi 10 mesi dell'anno le esportazioni italiane di beni sono in crescita del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie in particolare alla domanda delle geografie extra-UE.

A ottobre il valore dell’export di beni è aumentato del 4,3% in termini tendenziali, grazie principalmente al contributo dei Paesi extra-UE. Dopo 10 mesi le esportazioni italiane sono vicine ai 400 miliardi di euro e in crescita del 2,7% rispetto al corrispondente periodo del 2018. Nel confronto con i principali peer europei, soltanto la Francia mostra una dinamica migliore (+4,1%); Germania e Spagna avanzano di circa l’1%; è invece stabile l’export del Regno Unito.

La domanda dei Paesi UE è debole, specie in Germania (+0,2%), anche a causa della congiuntura negativa dell’automotive, settore altamente integrato con la filiera italiana. In flessione le vendite in Polonia, economia connessa a quella tedesca.

Nell’area extra-UE il Made in Italy cresce significativamente in Giappone, Svizzera e Usa (del 10-20%). Ottimo andamento anche in Russia; negativo invece in Africa e Cina (-1,4%).

A ottobre l’export è avanzato del 3,1% rispetto a settembre. Nel complesso del trimestre agosto-ottobre l’aumento è dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti, grazie al contributo dei Paesi extra-UE.
 
Le vendite verso il mercato transalpino crescono moderatamente, sostenute principalmente dal Made in Italy tradizionale (food & fashion), oltre che dalla farmaceutica. Nei Paesi Asean è invece positiva la dinamica dell’export di beni di investimento (macchinari e mezzi di trasporto), nonché degli alimentari, che riscontrano apprezzamento in diverse geografie del Sud-est asiatico. Il dato in flessione dell’export verso Ankara è il riflesso di un Paese che risente ancora della crisi del 2018; tra i pochi settori in controtendenza in Turchia, nuovamente gli alimentari, ma anche metalli, legno e carta.
 
In termini di raggruppamenti principali di industrie, le esportazioni di beni di consumo si confermano le più dinamiche (+8,9%, nei primi dieci mesi), grazie principalmente ai beni non durevoli (+10,3%). Resta invece più debole la crescita delle vendite oltreconfine dei beni di consumo durevoli (+2,3%).
 
Trend analogo per i beni intermedi che avanzano a ritmo moderato (+1,3%). Da segnalare infine, il recupero dell’export di beni strumentali, che tuttavia resta in territorio negativo (-0,6%), riflesso della debolezza del ciclo degli investimenti a livello globale.
 
È un food a due facce quello italiano del 2019: positivo per la componente degli alimentari e bevande; in contrazione per i prodotti agricoli. Questi ultimi scontano la dinamica negativa in diversi Paesi europei (Germania e Francia su tutti); sono invece in forte aumento le vendite al di là dei confini UE, specie in Cina, India e Usa. Avanza anche l’export italiano dell’altra manifattura, trainato da gioielli e dispositivi medici. Tra gli altri settori, la farmaceutica (+26,2%) conferma la performance migliore; ottimo anche l’andamento della moda italiana nel mondo (+6,2%).

 

 

Scarica il documento!

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Scenari Studi 29 novembre 2019
Alimentati dalle proteste degli esclusi della globalizzazione, dal populismo di politici incauti e dal confronto tra Usa e Cina, conflitti commerciali e nazionalismi risorgenti minacciano la stabilità e la crescita in tutto il mondo. Ma è possibile contrastare la deriva rilanciando un multilateralismo più attento alle esigenze delle persone e delle comunità.
Update Espresso 20 dicembre 2019
Il nostro Chief Economist Alessandro Terzulli aggiorna le previsioni sull’export italiano elaborate nel Rapporto Export pubblicato lo scorso maggio.
Varie 17 dicembre 2019
Nei primi 10 mesi dell'anno le esportazioni italiane di beni sono in crescita del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie in particolare alla domanda delle geografie extra-UE.