Varie 20 gennaio 2020

Che export tira? - Novembre 2019

Nei primi 11 mesi dell'anno le esportazioni italiane di beni sono in crescita del 2,1% rispetto allo stesso periodo nel 2018, grazie principalmente alla domanda delle geografie extra-UE.

Nel mese di novembre le esportazioni di beni in valore si sono contratte del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con una debole domanda sia nei mercati dell’Unione Europea che extra-UE; verso queste ultime pesa il dato negativo della cantieristica navale. Il solo calo tendenziale di novembre di meccanica strumentale, metalli ed elettronica influenza negativamente il risultato di due punti percentuali

La domanda dei Paesi UE rimane debole, con performance positive in Francia (+2,3% tra gennaio e novembre) e Regno Unito (+5%) dove la domanda di farmaceutica è in forte crescita. In lieve contrazione Germania e Spagna (primo e quarto mercato di destinazione dell’export italiano).

Nell'area extra-UE, nei primi undici mesi, si conferma positiva la domanda di Giappone, Svizzera e Stati Uniti, buoni segnali anche da Paesi Asean (+6,1%) e Russia (+4,5%). In contrazione l’export verso Cina e Mercosur.

A novembre le esportazioni sono diminuite del 4,2% rispetto a ottobre. La performance del trimestre settembre-novembre è però positiva e pari a 1,4% rispetto ai tre mesi precedenti, grazie al contributo dei Paesi extra-UE.

Le vendite verso Mosca crescono a un buon ritmo sostenute soprattutto da farmaceutica (+138% tendenziale in undici mesi), meccanica strumentale e prodotti in metallo. Le esportazioni con destinazione Usa continuano l’espansione grazie a performance positive in quasi tutti i settori – eccezion fatta per l’automotive. Quest’ultimo e treni e materiale rotabile sono invece gli unici comparti dei beni di investimento in cui l’export italiano verso il Mercosur risulta in crescita. Sull'export verso l’area pesano negativamente anche prodotti alimentari (-6,1%) e chimica (-2,4%).

In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni di consumo si confermano i più dinamici (+8,4%, nei primi undici mesi), grazie soprattutto ai beni non durevoli (+9,9%). Rimane moderata e in calo la crescita delle esportazioni di beni di consumo durevoli (+1,6%).

La domanda oltreconfine di beni intermedi resta positiva ma debole (+0,9%). Torna invece in flessione, dopo la buona performance di ottobre, l’export di beni strumentali (-1,5%), che continua a risentire dell’incertezza del quadro globale.

Molto positive le vendite oltreconfine di farmaceutica con ottime performance sia nei Paesi Avanzati (quali Germania, Stati Uniti e Giappone) che negli Emergenti (specie in Cina e India). Bene anche i prodotti in metallo, in contrazione nei Paesi europei ma trainati dall'area extra-UE (Svizzera, Turchia, Giappone e India). In flessione invece le esportazioni italiane di autoveicoli, con performance particolarmente negative in Cina, Germania, Spagna e nei già citati Stati Uniti. Il comparto sta infatti risentendo della debolezza della domanda internazionale
 
 

Scarica il documento!

Desideri ulteriori informazioni?
Compila il modulo e ti risponderemo al più presto.
Sasso nello stagno 17 settembre 2020
L’1 agosto 2020 è entrato in vigore l’accordo commerciale di libero scambio tra Unione europea (Ue) e Vietnam. Obiettivo del trattato è l’eliminazione completa dei dazi sul 99% dei beni scambiati tra le due parti nell’arco di 10 anni, con il 65% di questi azzerati già dall’entrata in vigore di agosto.
Varie 17 settembre 2020
Le esportazioni italiane di beni registrano una contrazione del 14% nei primi sette mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Rapporto Export 10 settembre 2020
Una ripartenza all'insegna dell'export